Prima di tutto tutelare il cliente. Ma giusto farlo da soli?

Agenzia Immobiliare ReMida a Tutela del Cliente

Nel settore immobiliare si parla spesso di sinergie, soprattutto tra Agenti Immobiliari e Notai.

Personalmente sposo a pieno questa politica e la promuovo in prima persona. Un caso accadutomi di recente mi ha dato lo spunto per questo articolo e per alcune riflessioni.

Nel 2007 ho venduto un appartamento ad un cliente e come da prassi, insieme al notaio abbiamo verificato l’esistenza di ipoteche, iscrizioni e pendenze sull’immobile. Abbiamo richiesto al Comune dove è situato l’immobile l’agibilità e la concessione edilizia al fine di controllare che tutto fosse in regola. Purtroppo, per quanto professionali si possa essere, non sempre ci si accorge di tutti i cavilli di una pratica. In questo caso specifico, l’agibilità rilasciata nel 2000 aveva una prescrizione relativa del piano interrato che necessitava di un permesso rilasciato dai vigili del fuoco, che però non era stato richiesto dal precedente proprietario. Il cliente che si è rivolto alla nostra agenzia per l’acquisto dell’appartamento nel 2007, ha dovuto pagare una sanzione di 2000 euro a causa della mancanza di questo permesso ed oggi, giustamente, si rivolge a noi tramite avvocato per ottenere il risarcimento del danno.

Contrariamente a quanto si possa pensare, in questo caso, mi schiero dalla parte del cliente che ha le sue ragioni e, come agenzia, siamo favorevoli a risarcirlo delle spese sostenute.

Tuttavia, interpellati i due studi notarili che, prima nel 2000 e poi nel 2007, hanno rogitato l’immobile, non abbiamo ricevuto “solidarietà” nel caso specifico e anzi, ci è stato risposto che la legge non prevede che sia il notaio a verificare questo tipo di situazioni, pertanto nessuno dei due si rende disponibile a risarcire il cliente in maniera solidale con l’agenzia.

Ecco che mi chiedo: se facciamo riunioni con associazioni, colleghi e notai per creare sinergie professionali, perché in un caso come questo, in cui le ragioni del cliente sono legittime, i professionisti che hanno collaborato se ne lavano le mani lasciando tutto sulle spalle dell’agenzia immobiliare? Forse non hanno contribuito ad un disservizio, seppure anche loro in maniera inconsapevole?

È diritto del cliente, che si rivolge a dei professionisti per essere tutelato, ricevere il giusto grado di tutela.

In questo caso non è stato così e sarà quindi necessario andare per vie legali, qualora non si trovi con il cliente un accordo bonario.
Nel momento in cui la tutela non c’è stata, è corretto limitarsi a dire: la legge non mi impone di controllare?
Vero, ma l’etica e la morale quali sono?
E se il cliente non si fosse rivolto ad un’agenzia su cui ora può rivalersi?

Se si fosse rivolto privatamente al notaio, ora non sarebbe tutelato in nessun modo, e non potrebbe rivalersi. O meglio, vista l’entità del soggetto, mettersi contro un notaio, alla gente spaventa.

A mio modo di vedere, in un caso del genere in cui il cliente ha le sue ragioni sarebbe stato più corretto dividere in parti uguali le spese e risarcire in modo solidale il cliente dando dimostrazione che i professionisti collaborano per l’interesse del cliente.